venerdì 22 agosto 2014

Nella "ruga"




Ci sono luoghi che segnano l'infanzia, e che rimangono impressi nella mente e nel cuore per tutta la vita. Ci sono strade, vicoli, negozi, palazzi, alberi e persone che non sono strade, vicoli, negozi, palazzi, alberi e persone ma sono ricordi, pensieri, stati d'animo: sono chiavi per accedere ad una memoria remota ed altrimenti sepolta, perduta.

E quando in una estate romana, rimasto in città da solo, immerso in una atmosfera rarefatta e irreale, percorri quelle strade, quei vicoli, e contempli - stupito che siano ancora lì dopo tanto tempo - quei negozi, quei palazzi, quegli alberi, e osservi quelle persone invecchiate ma tutto sommato immutate, o viceversa ne avverti la mancanza come se ci fosse qualcosa di "fuori posto", di assolutamente sbagliato, ecco che finalmente capisci il senso di un modo di dire dialettale, del sud italia.

Le vie dove si cresce, nei paesini calabresi, si chiamano "ruga". Ognuno ha la propria ruga, i vicoli, le viuzze dove ha trascorso l'infanzia. Nella ruga giocavi a pallone con i ragazzini del vicinato. Nella ruga ti sei sbucciato il ginocchio cadendo dalla bicicletta una volta di troppo. Nella ruga ti sei attardato, quella sera, e hai poi corso verso casa col fiato in gola per non fare tardi. Nella ruga sei salito furtivamente sul motorino di un amico, nonostante i tuoi non volessero. Nella ruga hai pianto e hai riso, hai litigato con quel compagno di giochi antipatico e ti sei preso pure un bel pugno in faccia. Nella ruga hai scoperto per la prima volta cosa fosse l'amore, arrossendo come uno stupido. Nella ruga hai passeggiato migliaia e migliaia di volte, discutendo con un amico dei massimi sistemi dell'universo, come se da quei discorsi dipendesse il futuro dell'umanità. Nella ruga hai confessato segreti che sembravano indicibili e che ora fanno solo sorridere, e hai ricevuto confessioni altrettanto esiziali. 

Quei vicoli sono la tua "ruga", come i segni di un volto che ne denotano l'espressività, la maturità, il vissuto. Così quelle strade sono i segni delle tue esperienze, della tua crescita. Sì, nella ruga sei cresciuto, eppure quando ci torni scopri che non sei mai cresciuto del tutto e che qualcosa di te è rimasto lì. Qualcosa di buono, qualcosa che, tanti anni dopo, in una giornata di agosto, passeggiando da solo per quei vicoli, può ancora darti una serenità profonda, come un tesoro che sai di avere e a cui poter attingere quando ne avrai bisogno.

Ma, come cantano i Beatles...

THE BEATLES
"In My Life"
(Lennon/McCartney)
There are places I remember
All my life though some have changed
Some forever not for better
Some have gone and some remain
All these places have their moments
With lovers and friends I still can recall
Some are dead and some are living
In my life I've loved them all
But of all these friends and lovers
There is no one compares with you
And these memories lose their meaning
When I think of love as something new
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life I love you more
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life I love you more
In my life I love you more

E' proprio così: per un amore più grande, capita nella vita che si debba partire, e allontanarsi dalla propria ruga... Crescere vuol dire anche questo. Con la certezza che la propria "ruga" ci sarà sempre, nell'intimo del cuore, a continuare ad alimentare lo spirito di quel bambino che ha visto diventare un uomo. 

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