mercoledì 19 marzo 2014

Buona festa del papà a tutti





E' la festa del papà, e da quando il mio papà non c'è più, 
capita di sentire un vuoto dentro che sai che non sarà mai colmato. 
Ma capita anche di sentirlo molto vicino 
in determinate scelte o determinati atteggiamenti 
che sai di aver preso in eredità da lui.

E' la festa del papà, e da quando il mio papà non c'è più, 

capita che ritornino alle mente ricordi brutti, 
soprattutto legati alla sua malattia 
o a certe sue rigidità e severità. 
Ma capita anche di riflettere sul suo spirito di sacrificio, 
sul suo superare tutto per amore della famiglia, 
sul suo dedicarsi al lavoro e sulla sua capacità di fare, 
per migliorare sempre, sempre, anche e soprattutto per noi.

E' la festa del papà, e da quando il mio papà non c'è più, 

capita che ripensi a certe frasi che hai detto 
e vorresti non aver dette 
e a certe frasi che non hai detto 
e che vorresti aver dette, 
e se da una parte ora non si può più cambiare nulla 
dall'altra parte va bene così, 
perchè da quando lui non c'è più, 
ormai sa tutto di te, 
e del perchè e del per come, 
senza che tu debba più decidere se dirgli le cose o no...

Con mio padre ho avuto un rapporto vero, 

fatto di silenzi e di dialoghi fiume, 
di complicità e di piccole bugie, 
di ammirazione e di critica, 
di nascondimenti e di svelamenti, 
di sorrisi e di lacrime... 
Mi manca, ma allo stesso tempo 
so che c'è e c'è stato più di tanti altri padri 
che sono assenti anche da presenti... 

Auguro a tutti voi 
di avere un rapporto altrettanto vero e intenso 
con i vostri padri, 
o con i vostri figli...

Buona festa del papà a tutti.

sabato 8 marzo 2014

Perchè non mi piace il film "The Passion"

Mi è capitato di recente di rivedere il film di Mel Gibson "THE PASSION" (titolo che inevitabilmente sentirete pronunciato nei più svariati modi, da "de passion" a "de pession" a "de pescion", tutte storpiature che in fin dei conti contribuiscono a rendermi un pochino più simpatica questa pellicola, che per il resto mi risulta invece abbastanza indigesta. Cercherò di spiegare perchè. 


Innanzitutto qualche dato: uscito nel 2004 e girato interamente in Italia (molte scene a Matera come già per il meraviglioso "Vangelo di Matteo" di Pasolini), il film ha avuto incassi record (più di 600 milioni di dollari) e un successo clamoroso. La critica cinematografica "colta" si è divisa per varie questioni legate quasi tutte all'antisemitismo di cui il film sarebbe intriso, non così invece il pubblico che, almeno per quanto mi è dato di conoscere, generalmente lo acclama come un capolavoro assoluto. Si è anche detto, per un certo periodo, che il Papa stesso (all'epoca Giovanni Paolo II, già gravemente malato) avesse visto la pellicola e avesse detto che la passione di Cristo dovesse essere avvenuta proprio in quel modo. Questo è stato però smentito, almeno a quello che si apprende da wikipedia, e tale voce sarebbe così da ascrivere solamente ad una volontaria (e falsa) propaganda pubblicitaria a favore del film. 

Per chi il film non l'ha visto, dico subito che il carattere principale dello stesso sta nella particolare cruentissima ricostruzione della passione, della crocifissione e della morte di Cristo. Il tutto viene descritto in maniera molto efferata. La scena della flagellazione dura parecchi minuti. Non si risparmia il sangue,  che sgorga a fiumi prima, durante, e dopo la crocifissione, come sarà evidente anche solo guardando le poche immagini qui inserite.


Ecco dunque descritti nel seguito i motivi per cui il film, nonostante quest'ultima volta lo abbia visto con spirito meno critico del solito e nonostante abbia cercato di soffermarmi sugli aspetti positivi e apprezzabili, non riesce proprio a "piacermi". Per punti.

 

Sangue sangue sangue... e ancora sangue

Vediamo come è trattata la flagellazione di Gesù nei Vangeli. Nel vangelo di Matteo (Mt 27, 26):
Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Nel Vangelo di Marco (Mc 15, 15):
Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Nel Vangelo di Luca: ... ... ... ... 
No, nel Vangelo di Luca non si parla di flagellazione di Gesù. Ci credete? E' così! 
Anzi, Gesù fa un bel discorso alle donne durante la Via Crucis (Lc 23, 27-32):
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: «Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato». Allora cominceranno a dire ai monti: «Cadete su di noi!»,e alle colline: «Copriteci!». Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?». Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Gesù dunque in questo Vangelo mentre porta la Croce arringa anche le folle, al contrario nel film non ce la fa nemmeno quasi a respirare, tanto è stato pestato, a tal punto che una guardia si impietosisce e interrompe le altre che lo continuano a pestare pure mentre porta la Croce... (il regista questa scena la avrà letta in qualche suo Vangelo autoprodotto, perchè in quelli canonici non vi è traccia di questo).
Nel Vangelo di Giovanni (Gv 19, 1): 
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.
Insomma, da una analisi assolutamente sommaria e non "da esperto" dei Vangeli, risulta che nel film c'è troppo, ma davvero troppo sangue. Tre Vangeli dedicano alla flagellazione di Gesù mezzo versetto, uno non ne parla proprio. Se fosse stata una cosa così importante, così truculenta e così "eccezionale", come viene descritta nel film - tanto che Gesù solamente viene flagellato in quel modo mentre gli altri condannati a morte insieme a lui no, arrivano al Golgota quasi senza un graffio - ebbene se così fosse stato i Vangeli ne avrebbero parlato diffusamente. I Vangeli invece non vogliono mettere in risalto l'efferatezza della morte di Gesù ma il modo in cui e il fine per cui Gesù vive la sua condanna a morte. Il film devia troppo l'attenzione, a mio avviso, sulla sofferenza fisica, sul sangue, sulla violenza. Ciò conduce a un modo di vedere la passione di Cristo assolutamente marginale e non centrato sul punto realmente importante, che è l'adesione totale di Gesù alla volontà del Padre.

 

Un Gesù superman, dotato di resistenza fisica straordinaria

Durante la lunghissima scena della flagellazione, le guardie spesso si stupiscono di come Gesù riesca a resistere a tanto dolore. Una guardia afferma "Incredibile! Non ho mai visto una resistenza del genere!". Il capetto delle guardie, stupito anch'esso che Gesù riesca a resistere a così tanto dolore, comanda "Mutate flagellum!", ovvero ordina alle guardie di prendere un flagello più doloroso, più terribile, che laceri di più la carne e produca ancora più sangue... 
Sembra proprio che i normali strumenti di tortura nel caso di Gesù non siano sufficienti, non siano "abbastanza". Gesù è presentato come una sorta di superman, come uno che pur soffrendo, pur sanguinando, pur rigirandosi come un verme incatenato alla colonna, pur impastandosi le ferite nella sabbia, riesce ad andare avanti, riesce a resistere a dolori inumani, in modo ultraterreno, sovraumano. 
Ebbene, non è così! Il Gesù dei Vangeli è un uomo come tutti noi, soffre esattamente come noi, non ha nessuna "capacità" straordinaria di sopportazione della sofferenza... Anche quando Gesù fa i miracoli non li fa mai su di sè, non si da mai dei poteri eccezionali, anzi si priva sempre di qualcosa Lui per darla ai poveri, agli emarginati, ai lebbrosi, agli indemoniati e ai malati che incontra... 
Gesù non è un superman dalla resistenza fisica straordinaria e la sua non è stata una crocifissione "eccezionale" per le guardie romane che l'hanno eseguita, ma una delle tante, simile ad una qualsiasi dei tanti ebrei che si dichiaravano profeti in cerca di adepti per organizzazione una ribellione del loro popolo, falsi profeti molto diffusi al tempo, e che lo stesso Gesù raccomanda di non seguire, ma che in quel periodo erano assai frequenti vista la dominazione romana dell'area.
Ancora una volta, non è una particolare capacità fisica di Gesù che rende la sua passione straordinaria, è piuttosto il modo e il fine della sua passione a renderla davvero unica e "definitiva" per noi cristiani. 

 

La raffigurazione del male

Un altro punto che non mi convince affatto del film, è la raffigurazione del Male (del Demonio, del Peccato, del Diavolo, che dir si voglia). 
Questa figura è onnipresente nel film. Sembra che sia l'orchestratore di ogni sequenza. Di ogni passaggio. Ma non si sta forse qui compiendo il disegno di Salvezza che Dio ha per l'umanità? Non si sta forse scrivendo, tra le righe storte degli uomini, la Parola vivente di Dio che ci aprirà di nuovo, dopo la "felice colpa" di Adamo, le porte del Paradiso? Come si recita nell'Exultet della veglia pasquale:
Davvero era necessario il peccato di Adamo,
che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore!
Nel film il senso di questa salvezza già presente nella Passione non si evince affatto, almeno a mio avviso. Sembra di essere, almeno fino alla scena finale, sotto il completo dominio del Male. Male che è raffigurato come un essere brutto, sessualmente ambiguo, che in una scena porta in braccio un bambino deforme.

Ecco, io non credo che raffigurare il male in questo modo sia una buona idea. Il Male non è visibilmente brutto, non lo è mai! Magari lo fosse! Il Male, purtroppo, appare sempre suadente, buono, appetibile. E' questa la tentazione, è questo il difficile. Riconoscere il male, saperlo "smascherare". Il male non è un bambino deforme che cerca di sostituirsi al  Bambino santo di Betlemme. 
Il male, al contrario, è la tentazione di farsi giustizia da soli, che Pietro ha nel Getsemani, e che appare in quel momento come l'unica cosa buona e giusta da fare dal punto di vista umano, per chi vuole bene al Signore ed è stato suo discepolo. 
Si è preferito secondo me rendere il film più avvincente in questo modo: ad esempio la scena in cui Gesù porta la Croce e ai lati tra la folla scorrono contrapposti Maria da una parte e il Diavolo dall'altra, è sicuramente molto avvincente... Tuttavia una visione del Male da film fantasy, per quanto interessante e magari appunto anche avvincente, non è a mio avviso evangelica, almeno per come io ho inteso finora il peccato e il male nella mia esperienza personale di vita di fede.

 

Il Vangelo "interpretato" e le "licenze artistiche"

L'ultimo punto, su cui veramente il film mi lascia con l'amaro in bocca, è la questione delle numerose "licenze artistiche" che il produttore si prende nel descrivere le scene evangeliche. 
La più evidente è la scena in cui il ladrone "cattivo", dopo lo scambio di battute con Gesù sulla Croce, viene aggredito immediatamente da un corvo che con un atto ai limiti del film horror gli becca e gli mangia un occhio subito dopo essersi posato minaccioso sul legno della sua croce. 
Ma il Vangelo dice (Mt 5, 43-45): 
"Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,  perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti"
E ancora sulla presenza della zizzania insieme al grano e sulla necessità di estirparla (Mt 13, 24-30): 
"No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio"
Da dove nasce dunque questa punizione istantanea del male che vediamo nella scena del corvo? Non è certamente evangelica, ma più simile ancora a una volta a un film fantasy dove il supereroe anche nel momento di maggiore disfatta ha sempre le sue armi segrete pronte a stupirci... 
No, non così Gesù. Nessuna arma segreta, nessun supereroe dei fumetti. Ma solo un uomo, anzi un Uomo con la U maiuscola, che ci svela come essere pienamente uomini e che manifesta così, nella sua piena e totale incarnazione, nella sua piena e totale disfatta, e nella sua misteriosa e misericordiosa adesione alla missione che il Padre gli ha affidato, il suo essere anche veramente Dio. 

Tante altre sarebbero le "licenze artistiche" che non ho apprezzato nel film. Dalle donne che asciugano il sangue di Cristo dopo la flagellazione (nei Vangeli non ve ne è traccia semplicemente perchè non c'è il sangue...), al Gesù giovane falegname che progetta mobili moderni tipo IKEA (scena ridicola oltre che inventata), alla scena in cui Gesù schiaccia con forza il serpente nell'orto degli ulivi (che invece è il momento di maggior debolezza del Cristo prima della consegna al Sinedrio)... Insomma, fosse stata la trasposizione di un qualsiasi altro libro, avrei anche gradito i tentativi di "personalizzazione" della trama e gli inserti fantasiosi. Ma non quando parliamo della Bibbia. E soprattutto non quando parliamo dei Vangeli. E soprattutto - ancora di più - NON quando parliamo della Passione, che è la chiave per capire (con il cuore, più che con la testa) tutto. Davvero tutto.

 

In conclusione

Per concludere, più volte vedo questo film e più mi convinco che non mi piace. 

La cosa più grave è che, visto che il film ha avuto un così grande successo, ci sono moltissime persone che non hanno mai letto una riga di Vangelo, mai partecipato ad una catechesi con un bravo prete, mai messo piede da anni in una Chiesa, e che della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo avranno un'idea solo grazie a quello che gli ha voluto far vedere Mel Gibson in questo film. 

E' a queste persone che penso, quando dico che il film non è un buon film. Perchè, tutto sommato, i difetti che ho elencato in precedenza, per chi ha già un suo percorso di fede, sono facilmente evidenziabili e superabili. Rimane nonostante tutto, per questo tipo di spettatori, una buona pellicola, che può farci riflettere su come davvero il Signore abbia sofferto, sia stato crocifisso e sia morto per noi, per i nostri peccati, per riaprire quella porta chiusa di cui parlavamo sopra.

Ma chi è digiuno nella vita di fede, purtroppo conserverà il ricordo di un Gesù sanguinante e ultraterreno, rimarrà con in bocca il sapore di una violenza fine a se stessa, eccezionale e insensata, e non potrà gustare il vero senso della Passione di Gesù: salvare tutti noi grazie all'accettazione totale su di sè del peccato dell'uomo e alla donazione piena di se stesso fino alla morte, riscattando così con l'amore di Dio il peccato del mondo.

mercoledì 5 marzo 2014

Buona quaresima a tutt*


"La Quaresima è un tempo adatto per la spogliazione; e ci farà bene domandarci di quali cose possiamo privarci al fine di aiutare e arricchire altri con la nostra povertà. Non dimentichiamo che la vera povertà duole: non sarebbe valida una spogliazione senza questa dimensione penitenziale. Diffido dell’elemosina che non costa e che non duole."

Dal messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2014, pubblicato oggi.

http://www.news.va/it/news/messaggio-del-santo-padre-francesco-per-la-quaresi

lunedì 3 marzo 2014

Forum in gregoriana sul tema: "Il Valore dell'ospitalità in una prospettiva interreligiosa"

Con la associazione Finestra per il Medio Oriente abbiamo organizzato un Forum presso la Pontificia Università Gregoriana, sul tema 

"Il Valore dell'ospitalità in una prospettiva interreligiosa".

Il Forum aprirà con la testimonianza di Claudio Monge O.P., responsabile del Centro domenicano per il dialogo interreligioso e culturale di Istanbul. Interverranno Cesare Israel Moscati, rabbino capo di Verona, Adnane Mokrani, docente di Studi Islamici presso la Pontificia Università Gregoriana, e Matteo Crimella, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale. Modererà il Forum Ilaria Morali, Direttore del Dipartimento di Missiologia della Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Gregoriana. 

Ci sarà anche un saluto iniziale del Rettore della Gregoriana.
 
Il Forum si terrà 
Lunedì 3 Marzo 2014, alle ore 17 
alla Pontificia Università Gregoriana 
in Piazza della Pilotta, 4 - Roma
Di seguito trovate la locandina. 
Ovviamente siete tutti invitati, se potete venire mi fa molto piacere! 
E se potete, passate parola!



Post più popolari