martedì 1 marzo 2011

Incontro in Parrocchia per la "Giornata dell'ebraismo"

clip_image002Lunedì 17 gennaio 2011, in occasione della "Giornata dell'ebraismo", la Finestra per il Medio Oriente ha organizzato nella Parrocchia del Santissimo Crocifisso in Roma, un incontro con il Sig. Nathan Orvieto, appartenente alla comunità ebraica romana.

L'incontro è stato molto apprezzato da tutti i partecipanti, che hanno riempito il salone parrocchiale e che sono rimasti "rapiti" dalle parole del Sig. Orvieto. Egli ha voluto condividere con noi la sua esperienza di ebreo, che, da bambino di appena sei anni, fu salvato dalla deportazione grazie all'aiuto di un sacerdote cattolico, don Gaetano Tantalo, all'epoca parroco di Tagliacozzo in Abruzzo.

Il Sig. Orvieto ci ha raccontato, non senza una comprensibile commozione, gli eventi a cui la sua famiglia andò incontro negli ultimi anni del fascismo e della guerra che ha devastato l'Europa. Costretti a lasciare Roma a causa del clima di crescente ostilità verso gli ebrei, gli Orvieto decisero di recarsi sui monti abruzzesi. Qui, solo grazie ai precedenti rapporti di amicizia e conoscenza con don Gaetano, essi poterono scampare alla deportazione nei campi di concentramento in Germania e a una morte pressoché certa. Don Gaetano, intuendo la fine a cui sarebbero andati incontro, nascose infatti per parecchi mesi la famiglia Orvieto in alcuni locali annessi alla sua parrocchia, fornendo tutto il necessario per poter sopravvivere, ma non solo. Il Sig. Nathan ricorda infatti che la profondità di fede del sacerdote si rivelava nell'essere a tal punto premuroso con la famiglia ebrea, da fornire loro addirittura il necessario per poter adempiere i precetti e i riti della Pasqua ebraica. Insieme alla sopravvivenza fisica, don Gaetano riuscì così a stabilire con la famiglia Orvieto una vera comunione spirituale ed una sincera e profonda compartecipazione nella fede alla tragica situazione che stava vivendo il tutto popolo ebraico. Ma don Gaetano non era da solo. Si deve riconoscere infatti che il piccolo Nathan e la sua famiglia si salvarono non solo grazie all'opera diretta del parroco, ma anche grazie al clima di profonda religiosità cristiana e di rispetto umano che don Gaetano aveva saputo trasmettere a tutti i paesani, i quali, in molte occasioni – raccontateci con dovizia di particolari –, hanno coperto anche a rischio della propria vita la presenza della famiglia ebrea di fronte ai rastrellamenti e alle perquisizioni.

Dopo la Liberazione, don Gaetano rimase profondamente legato da vincoli di amicizia alla famiglia che aveva salvato, e – nei mesi seguenti – venne anche ospitato da loro a Roma in occasione della sua malattia e delle cure che dovette affrontare e che, purtroppo non lo risparmiarono da una prematura scomparsa, quarantaduenne, due anni dopo la fine della guerra. Oggi don Gaetano è annoverato tra i "Giusti tra le Nazioni" a Gerusalemme. E' anche in corso il suo processo di beatificazione.

L'incontro ci ha dato la possibilità di ascoltare questo miracolo dell'amore, raccontato da chi lo ha vissuto in prima persona e da chi deve la sua vita a questo atto, e ha rappresentato per tutti noi una toccante occasione per fare memoria degli eventi di quel tragico periodo storico e per favorire ulteriormente rapporti di amicizia tra Ebrei e Cristiani, così come continuamente auspicato dal Santo Padre.

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