martedì 18 maggio 2010

Philadelphia…

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (5)

Il New Jersey permette di vivere una vacanza negli States in modo del tutto particolare: in un ambiente accogliente, sicuro, ordinato, verde, vivibilissimo, con autostrade degne delle migliori capitali europee (e di piu’) e praticamente assenza di traffico, ci si puo’ gustare una passeggiata in bellissimi parchi, una cavalcata nei numerosi e bellissimi maneggi, una partita a minigolf in centri molto curati dove la natura e’ stata resa parte dello spettacolo che viene offerto al cliente, ma si e’ anche allo stesso tempo connessi in modo agevole con New York, di cui gia’ ho parlato, con il Jersey shore, la parte di oceano che lambisce lo Stato, con i bellissimi laghetti presenti nella parte a nord del Paese, che purtroppo non faro’ in tempo ad ammirare quanto avrei voluto, ma anche, da non sottovalutare, con Philadelphia, citta’ che dista meno di un’oretta di macchina, in cui ho avuto la fortuna di poter fare un giretto di una giornata.

La comodissima autostrada che consente di arrivare dalla zona di Princeton a Philadelphia, ne regala una vista mozzafiato, che (quasi) nulla ha da invidiare a quelle piu’ blasonate delle altre citta’ americane. Purtroppo la foto non rende bene l’idea, ma con un po’ di immaginazione… Copy of CIMG4477

La citta’ e’ molto diversa da New York o dalle altre in cui sono stato. Su consiglio di un caro amico, mi dirigo innanzitutto verso il quartiere a sud del centro citta’, dove e’ possibile gustare la famosa  “cheese steak”, una specie di panino con fettina alla piastra e formaggio. Il posto suggeritomi e’ Geno’s Steaks, un vero ritrovo per amanti delle steak, che in questo locale devo ammettere essere particolarmente buone e accattivanti: la carne molto magra, il provolone – pronunciato provoloni – molto gustoso, il servizio rapido ed efficente.

CIMG4485

Gustata la leccornia del posto, mi dirigo verso downtown, alcune peripezie per trovare un parcheggio, ma nulla al confronto di quello che avrei dovuto sopportare a New York! Infatti, mi rendo subito conto che il posto che ho trovato libero si trova proprio nel cuore del centro citta’! Per fortuna i parcometri sono gli stessi (stessa marca tedesca, stesse istruzioni…) di quelli usati a Roma, per un attimo mi sento proprio a casa. Ma questo e’ il panorama che mi aspetta appena voltato l’angolo:

CIMG4499

In particolare mi colpisce molto il grattacielo con la punta cosi’ strana, in questa serie di architetture postmoderne sembra quasi essere una chiesa, invece e’ il one liberty place, sede di una grande compagnia assicurativa, che denota e caratterizza l’intera skyline della citta’. Alla sua base c’e’ un grande centro commerciale con una volta molto particolare, da cui e’ possibile ammirare la sommita’ del grattacielo. Ancora una volta si rimane con il naso all’insu per qualche secondo, ammirati da quanto l’uomo sia stato capace di ergersi in alto, con maestosita’ ed eleganza.

CIMG4500

Piu’ in basso, sul piano strada, ad attirare la mia attenzione sono le voci della gente, il passeggio spedito ma regolare degli uomini d’affari, ma anche, a differenza della Grande Mela, le mamme che spingono le carrozzine, i baristi che occhieggiano stanchi fuori dai loro locali, e alcuni capannelli di multicolori etnie diverse. C’e’ una atmosfera multietnica, frizzante, attiva, ma comunque tranquilla e “safe”. Sopra tutto questo, domina il palazzo comunale (o almeno di quello che ha tutta l’aria di essere un palazzo comunale) abbellito da statue di scultura contemporanea.

CIMG4506 Dopo essermi gustato questa bella passeggiata nel cuore della citta’, non resta che fare un giro sul ponte di Benjamin Franklin per completare l’emozionante tour. Essendo la prima volta che passo su un ponte di ferro di queste dimensioni, l’emozione c’e’ davvero! Mi sento piccolo e mi viene spontaneo ammirare le grandi tenso strutture che sostengono la campata aggrappandola alle alti travi… Anche qui un’opera dell’uomo che lascia stupiti…

CIMG4510

Grazie Philadelphia! Arrivederci!

sabato 15 maggio 2010

Spazio alle immagini

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (4)

Dopo tante parole, che hanno riempito i precedenti post degli appunti di viaggio, lascio spazio ora alle immagini. Spero in questo modo di far trapelare la varieta’ di ambienti, situazioni, panorami, esperienze, che si possono vivere in un posto cosi’ straordinario come l’area tra New York e New Jersey…

Iniziamo dai classici di New York:

la statua di Atlante sulla 5th fa da contraltare alla cattedrale di San Patrick

CIMG4289CIMG4287 Ma la cattedrale si difende egregiamente grazie al clima che si respira al suo interno CIMG4291 CIMG4293

Ma New York non e’ solo grattacieli, persone, e chiese… E’ anche splendidi parchi pubblici:

CIMG4296 CIMG4299

CIMG4303

CIMG4300

Nell’ultima foto si vede il Flatiron building tra le cime degli alberi del parco, questo grattacielo, ora in verita’ alquanto bassino, e’ stato il primo ad essere costruito in New York e quindi ai suoi tempi era il piu’ alto del mondo!

Un’altro posto credo poco conosciuto ma che merita una visita e’ la public library di New York:

CIMG4367CIMG4368

Non so se si riesce a leggere, ma nella prima foto c’e’ scritto “Internet Access”. Ebbene si, la biblioteca dispone di accesso ad internet gratuito. Ma solo se pagate le tasse nello stato di New York. Altrimenti andate nel negozio di computer piu’ vicino!

La cosa lodevole e’ che in questa biblioteca, in una struttura piu’ nuova all’interno del padiglione, moderno, si organizzano corsi di alfabetizzazione informatica per anziani e poveri… Eccoli la’ dentro a studiare come creare un blog! (non sto scherzando)

CIMG4372

Ma ora basta mostrare New York! Anche il New Jersey ha qualcosa da far vedere!

Il tipico paesaggio per andare da casa al “negozio sotto casa”:

CIMG4378

L’alimentari “sotto casa”, simile alle botteghe vineolio da noi…

CIMG4379

Una “casetta di campagna” immersa nel verde (nemmeno la piu’ grande o sontuosa):

CIMG4473

E poi, nel bel mezzo del nulla, si trova la seconda universita’ piu’ prestigiosa degli Stati Uniti:  Princeton!

CIMG4209

CIMG4210

Niente male eh!

giovedì 13 maggio 2010

L’incontro con la Mela (Grande e Piccola)

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (3)

Il viaggio dal New Jersey verso la Grande Mela si snoda su un treno che viaggia abbastanza lento, e che da la possibilita’ di far spuntare in testa pensieri di diverso genere, ad esempio: perche’ il controllore ha tenuto con se’ il MIO biglietto e ha lasciato in corrispondenza del mio posto questa striscetta di carta di nessun valore?

CIMG4246

Per fortuna a distrarmi un po’ ci pensano le pubblicita’ presenti sul treno…

CIMG4245

Alla fine si arriva a Penn Station. Si esce dalla stazione e ci si trova davanti NEW YORK! La sensazione di dover guardare all’in su, verso la punta dei grattacieli, all’inizio sembra qualcosa di alieno e anomalo, ma subito dopo ci si inizia a fare l’abitudine…

CIMG4294

In realta’ scrivo questo post dopo aver fatto gia’ un paio di giorni di passeggiate ed aver avuto la fortuna quindi di girare ancora una volta almeno le zone piu’ conosciute di Manhattan: l’impressione e’ come sempre che la vera ricchezza di questa citta’ non siano i grattacieli, i negozi, le strutture, ma le persone, la gente, quelle masse brulicanti che si muovono lungo i marciapiedi, gli afroamericani che attraversano correndo le strade proprio mentre sfrecciano tassisti pakistani strombazzando, gli anziani dai capelli lunghi raccolti a coda che giocano a scacchi nei piccoli parchi comunali,

CIMG4269

i broker con le teste scintillanti ultralaccate che affrettano il passo per andare a prendere un tramezzino, le signore eleganti che portano a spasso cani assai poco eleganti,

CIMG4250

gli ebrei che parlottano di fronte ai loro negozi di diamanti, di giocolieri rasta e hip hop che approfittano di ogni piazza,

CIMG4268

e in generale quella sensazione di contrasto che ne risulta, come di essere al cospetto non di un mondo unitario, ma di un mosaico fatto di tanti pezzetti diversi, giustapposti in modo caotico ma senza mai mescolarsi del tutto l’uno con gli altri.  

E cosi’ puo’ anche capitare che in questa multiforme e stupefacente citta’, dopo un’intera giornata passata tra il palazzo delle Nazioni Unite, Union Square, Columbus Circle, il Crysler Building, Madison Square Park, tutte attrazioni di cui cerchero’ di scrivere, la situazione che colpisca di piu’ sia in realta’ un semplice, geniale, innovativo, studiatissimo, fighissimo negozio: il cubo di vetro della Apple…  La location e’ delle migliori, proprio alla fine della 5th avenue, a fianco di negozi molto piu’ blasonati ed “established” che sembrano guardare di sbieco il nuovo arrivato, un semplice cubo trasparente che rende possibile un accesso moderno e funzionale allo scavo sotterraneo dove si sviluppa il negozio vero e proprio.

CIMG4343CIMG4344 Nella Grande Mela la Piccola Mela la fa’ da padrona, se e’ vero che gli iPad sono tutti esauriti e per averne uno bisogna fare una prenotazione senza nessuna garanzia di quando verra’ evasa… E la gente che si accalca per provarlo (e prenotarlo) ne e’ la dimostrazione.

CIMG4345

Ed in effetti mi sembra sia questo, oggi, il simbolo piu’ calzante di cio’ che New York ha rappresentato negli anni: la novita’ che crea fiducia nel futuro, che apre nuove strade per fare cose nuove, che crea nuove opportunita’… Se sia illusione o realta’ non sono stato in grado di capirlo, e forse, viste da sotto il cubo di vetro della Apple per un attimo mi e’ sembrato che Illusione e Realta’ non siano poi cosi’ diverse…

:-)

mercoledì 12 maggio 2010

Nel Garden State

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (2)

Pochi minuti dopo esser salito nella macchina dell’amico che e’ venuto a prendermi, mi rendo conto di essere in una parte degli Stati Uniti molto diversa da quella che conosco.

Essendo sempre stato solo in grandi citta’ (New York, Boston, Chicago, Seattle), non sono abituato allo spettacolo strano e affascinante che mi viene proposto dal Ney Jersey, il “Garden State”: le grandi autostrade a sei corsie, gli svincoli in cui nemmeno il navigatore sembra poter essere sufficientemente chiaro, se non ci si aggiunge un po’ di esperienza, i centri commerciali sparsi praticamente ovunque, le strade secondarie che distendono la loro scia di asfalto nero in un mare di verde, fatto di prati, di alberi, di appezzamenti di terreno curati, di ruscelli pacifici e di case bellissime, le family houses, ville a due piani fatte di legno e circondate da giardini molto curati.

CIMG4198

Gli animali sono molto presenti, scoiattoli, uccelli, cavalli, e cosi’, procedendo il viaggio verso casa, capita anche di imbattersi in un daino morto lungo la strada, su cui i corvi stanno iniziando il loro banchetto.

CIMG4196

In questo Stato le citta’ sono state abbandanate gradualmente e lasciate praticamente solo ai poveri e agli emarginati. Le persone della middle e della upper class vivono fuori dai centri urbani, in comprensori (communities) di case a due piani, per lo piu’ monofamiliari, che variano come dimensioni dai 3000 ai 5000 e piu’ square feet (dai 300 ai 500 metri quadri) senza contare il basement (il sotterraneo in cui inevitabilmente i teenager costruiranno il loro regno).

CIMG4194I comprensori piu’ “established” hanno giardini piu’ curati, mentre quelli piu’ nuovi sono abbastanza spogli, ma i proprietari ci tengono a sistemare il tutto al meglio prima possibile, il che lascia dedurre quanto l’aspetto esteriore della casa sia un biglietto da visita importante per i vicini e gli amici.

La macchina e’ necessaria per qualsiasi spostamento, e viste le dimensioni delle case, forse potrebbe risultare utile anche per andare dal salone alle camere da letto! Il concetto di “vicino” deve essere riformulato, visto che il negozio “sotto casa” dista circa 15 minuti di macchina e una ventina di miglia a dire poco (circa 30 km). Appena arrivati al mall piu’ vicino, si rimane stupiti dalla specializzazione dei negozi: quelli arrivati sino a noi in Italia, come Blockbuster per i film e McDonald per la ristorazione, sono solo una minima parte di quanto e’ presente qui, a tal punto che non si fa fatica a trovare un intero megastore che vende solo liquori, o frutta decorata!

CIMG4185

E nel rigidissimo stato dove e’ reato avere in macchina una bottiglia di birra aperta, non e’ raro trovare una allegra famiglia che compra un paio di casse da 72 lattine di birra per l’uso quotidiano (da trasportare fino a casa rigorosamente chiuse e nel portabagagli).

Ma se questa piccola parte del New Jersey mi ha emozionato, cosa succedera’ durante la mia gita a New York?

domenica 9 maggio 2010

L’arrivo nel Nuovo Mondo

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (1)

La casa e’ immersa nel silenzio, sono le 7 di mattina. Mi trovo nel New Jersey, non distante da New Jork, e sono ospite di una carissima famiglia di amici di vecchia data, conosciuti sin dai tempi dell’universita’. Ripercorro mentalmente le due giornate vissute finora di questo meraviglioso viaggio…

A Fiumicino, arrivo nel terminal dedicato ai voli “a rischio” e, dopo le pratiche di accettazione, mi trovo di fronte alla solita disomogenea fila che si forma di fronte ai metal detector per i controlli di sicurezza. Ma vengo avvisato da una gentile poliziotta che, se voglio, posso sottopormi al controllo mediante il “body scanner”. Incuriosito, nell’arco di pochi secondi vengo professionalmente fatto transitare per un corridorio parallelo, e attraverso a braccia alzate il passaggio all’interno della macchina (una sorta di fratello maggiore degli accessi a porte semoventi che si usano per entrare in banca). Quasi non mi accorgo dei sensori che rapidamente effettuano la scansione. Guardiamo il risultato insieme all’addetto alla sicurezza: a parte la zona delle ascelle (un po’ sudata?) e’ tutto a posto, e cosi’ nell’arco di mezzo minuto ho saltato praticamente tutta la fila. Ora mi chiedo: sono io che ho la faccia da body scanner, o gli altri avevano rifiutato la nuova tecnologia? La cosa piu’ divertente e’, pero’, che dopo tanta tecnologia, chi ha superato i controlli viene stipato in un piccolo autobus per raggiungere i gate veri e propri, in quanto il terminal 5 si trova in una zona distaccata dello scalo e per raggiungere i gate c’e’ un bel di strada da fare. Nel tragitto diamo anche un passaggio a un paio di addetti alle pulizie e a qualche hostess… Forse sono io un po’ paranoico, ma non mi sembra il massimo della sicurezza mischiare in questo modo il personale viaggiante, i passeggeri e degli impiegati di terra che vorrei sapere quanto siano sottoposti a controlli di sicurezza nell’arco della loro giornata lavorativa.

Comunque il viaggio trascorre in tutta tranquillita’. Dopo 6 bicchieri d’acqua, due succhi d’arancia (la birra costa 6 dollari), un pranzo accettabile, uno snack abbondante, un paio di cioccolatini, due film divertenti, qualche pagina della guida di New York, qualche altra pagina dell’ultimo fantasy di Martin, un po’ di chiacchiere con il mio vicino di posto, un ragazzo che da Torino va a Boston passando per Roma e New York, e soprattutto dopo tre caffe’ lunghi, per cercare di non dormire durante il volo in modo da assorbire meglio il fuso orario, si arriva a destinazione.

Ai controlli di sicurezza momento di tensione: trasporto alcuni oggettini di un certo “valore affettivo” (principalmente cibo e suppellettili di arredamento) che sto portando agli amici, e che non so se scrivere o meno nella dichiarazione doganale che bisogna compilare. Alla fine opto per una soluzione salomonica: dichiaro un valore inferiore ai cento dollari, stima plausibile, e specifico che tra gli oggetti c’e’ anche del cibo in “sealed bags” ovvero in scatole sigillate, come mi era stato consigliato di fare. Al controllo doganale vengo fatto deviare su una corsia specifica per il controllo alimentare. La tensione sale. La valigia passa tramite vari sensori, scanner, e mi trovo costretto a rispondere a un paio di domande in piu’  da parte di un energumeno niente affatto amichevole. Mi accompagnano verso una sala separata. La tensione sale ancora. Avro’ violato qualche legge federale a mia insaputa? Quando la sala in cui sto entrando si rivela essere solo un’anticamera con porte scorrevoli verso l’uscita dell’areoporto, tiro un sospiro di sollievo.

Sono arrivato in America!

Dopo un periodo di pausa

Dopo alcuni mesi di inattivita’, ho deciso di riprendere ad aggiornare questo mio blog personale, sfruttando il fatto che ho da poco lasciato il mio precedente incarico lavorativo e sono in attesa di iniziarne uno nuovo (sono, come dicono qui negli States, in-between jobs, una espressione spesso usata da persone che hanno perso il posto di lavoro senza averne ancora trovato un altro, ma nel mio caso vi posso garantire, per fortuna, che salvo catastrofi non e’ cosi’!!!). Si, mi trovo negli States per un viaggio di un paio di settimane, ospite di alcuni cari amici nel New Jersey, non distante da New York, e dunque questi primi post saranno una sorta di “diario di viaggio” di quello che sto vivendo in questi giorni.

Stay tuned!

Post più popolari