domenica 28 gennaio 2007

Libro consigliato: The bookseller of Kabul

Ho appena finito di leggere "The bookseller of Kabul" di Ǻsne Seierstad, scrittrice e giornalista scandinava autrice di libri che dipingono dall'interno i maggiori teatri di guerra mondiali. In questo romanzo, l'autrice racconta la storia di una famiglia della "borghesia" afgana, nel periodo appena seguente la caduta del regime talebano. L'autrice ha potuto vivere, cosa eccezionale per la cultura afgana, all'interno della famiglia per vario tempo, ospite della parte femminile della casa, ma con contatti anche con i componenti maschili. Dalle testimonianze raccolte quotidianamente oltre che da quello che ha vissuto in prima persona, racconta fatti e situazioni che fanno capire in maniera vividissima lo spaccato culturale del paese e le sue tradizioni, le lente modificazioni di una società storicamente schiacciata da diverse dominazioni e da regimi sanguinari, le aspirazioni dei giovani e le sotterranee lotte generazionali appena iniziate.
Traduco un piccolo passo molto toccante:

(Shakila e Wakil si sono appena sposati. Shakila ha lasciato la sua casa per andare a vivere a casa di Wakil. E' la prima notte che Shakila passa fuori dalla sua casa materna)
Il giorno dopo, la zia di Wakil fece ritorno da Bibi Gul, la madre di Shakila. Nella sua borsa aveva il piccolo pezzo di stoffa, l'oggetto più importante di tutti. La vecchia donna lo prese con rispetto dalla borsa e lo porse alla madre di Shakila. Era sporco di sangue. Bibi gul la ringraziò e sorrise mentre lacrime di gioia le scorrevano sul viso. Rapidamente recitò delle preghiere di ringraziamento. Tutte le donne della casa si fecero vicine per guardare e Bibi Gul mostrò a tutte loro quello che volevano vedere. Persino alle figlie piccole di Mariam fu mostrato il piccolo pezzo di stoffa ricoperto di sangue.
Senza quel sangue, sarebbe stata Shakila, e non il pezzo di stoffa, ad esser riportata indietro alla sua famiglia.


Leggetelo, è commovente e interessantissimo.


"The bookseller of Kabul" di Ǻsne Seierstad, Penguin Italia, 282 pp, 12.10 Euro

Gli amanti della cacca

Nella mia via i lampioni sono installati tutti da un lato, di conseguenza specialmente la sera uno dei due lati della strada rimane abbastanza buio. Ormai noi tutti della zona abbiamo imparato ad evitare accuramente il marciapiede di quel lato della strada, onde evitare di tornare a casa con un bel ricordino. Si, perchè la stragrande maggioranza dei cosiddetti "amanti degli animali" sono in realtà "amanti della cacca". Essi amano fare lo slalom tra le cacche degli amici a quattro zampe, e amano ancora di più portarli a svolgere le funzioni biologiche di base in posti poco illuminati, dove gli animali posso agire senza dare troppo nell'occhio e loro stessi hanno grandi opportunità di riportarsi a casa sotto le suole delle scarpe almeno parte degli escrementi dei loro migliori amici. E' vero, in teoria ci sarebbe la multa per chi non raccoglie la cacca del proprio cane, ma chi dovrebbe esigere questa multa? Forse l'inesistente poliziotto di quartiere? Propongo una nuova legge: visto che questi signori amano la cacca, ogni qual volta una persona civile scorge un "amante degli animali" lasciare il proprio cane libero di fare la cacca sui marciapiedi, è autorizzato a seguirlo e a fare la cacca nel suo condominio o a casa sua.
Che ne pensate?

lunedì 22 gennaio 2007

Evviva il prete ufficiale civile

Leggetevi questo articolo e poi ne riparliamo:

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=28182

Come commentare... un grandissimo! Gesù stesso dice: "Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato" (Mc 2,28), nel senso che le leggi si devono adattare al cuore dell'uomo e non il cuore dell'uomo alle leggi (non dimentichiamo che il rispetto del sabato era ed è la legge più importante per il popolo ebraico...). Oggi questo prete (Albino Bizzotto) interpreta con limpidezza e spirito santo uno tra i più importanti insegnamenti di Gesù, che rappresenta una chiave di lettura per la maggior parte delle situazioni controverse su cui ruotano i temi di attualità della nostra società. Sentite cosa dice: "il sacramento consiste nell'amore che si vogliono le persone: dovunque ci sono due persone che si amano, il Dio di Gesù Cristo fa corpo con questa realtà. E noi sacerdoti non siamo quelli che possiedono il sacramento ma coloro che annunciano il Vangelo all'interno del sacramento. La Chiesa, per mantenere salde e assolutizzare tutte le sue leggi, rischia poi di perdere le persone, a vari livelli. Io avverto forte la necessità che la Chiesa ritrovi il Vangelo, mentre invece sta cadendo in una sorta di ‘accanimento giuridico' che riduce le persone a categorie inquadrate e squadrate secondo i termini di legge"

Se tutti i preti la pensassero così...

giovedì 18 gennaio 2007

Siti di vero freeware

Vi segnalo due siti di prodotti completamente freeware e funzionanti (almeno con XP, per Vista si stanno attrezzando...) per diverse categorie di utilizzo.

www.nonags.com

www.winpenpack.com

Quest'ultimo in particolare oltre a suggerire una lista di prodotti gratuiti può anche flashare su una pennetta (di dimensione personalizzabile) un disco virtuale in cui inserire i prodotti selezionati che si potranno poi avviare senza bisogno di installazione.
I M P E R D I B I L E ! ! !

Il più bel messaggio di pace

Mi sono sempre meravigliato di quanto sia vasto il messaggio racchiuso nella Bibbia. Si trova davvero di tutto, ci sono descrizioni di popoli che lottano gli uni contro gli altri e in alcuni brani sembra quasi che Dio guardi con favore alla supremazia bellica del popolo eletto sui suoi avversari.
Ma si trova anche uno dei più suggestivi messaggi di pace, un'icona che penso descriva in maniera incredibilmente efficace la bellezza della pace sulla guerra, è quanto afferma il profeta Isaia:

Forgeranno le loro spade in vomeri; le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra." (Is 2,4)

Mi sembra di vederli, questi uomini che depositano tutte le armi in un grosso calderone per la fusione, da cui esce metallo liquido che viene usato per realizzare falci, vomeri, automobili, lettori di mp3...

Che ne pensate: profezia o utopia?

sabato 13 gennaio 2007

Un piccolo test

Ora vi chiedo di rispondere a questo semplice test...

Se voi foste un capo di stato, quale di questi problemi vi preoccuperebbe di più, e quale di meno:
1) Il regime di guerra permanente e la situazione in medioriente, specialmente in riferimento alla politica estera americana e all'indebolimento del ruolo delle istituzioni internazionali
2) I cambiamenti climatici e le politiche ambientali che rischiano di peggiorare il già precario equilibrio ecologico mondiale
3) La decadenza dell'occidente, la crisi della famiglia, l'assenza di valori forti di riferimento per i giovani
4) La povertà del terzo mondo, le epidemie ormai incontrollate in Africa di AIDS e colera, lo sfruttamento delle nazioni ricche su quelle povere.

Quando avrò qualche commento circa una graduatoria di questi problemi, in modo che sia chiaro quale è il più grave e urgente e quale invece quello meno grave, proseguirò il post spiegandovi perchè vi chiedo questo...

mercoledì 10 gennaio 2007

Il matrimonio civile

Il 30 dicembre una coppia di carissimi amici di vecchia data si sono sposati. Per problemi organizzativi e anche per questioni riguardanti le loro convinzioni personali hanno alla fine deciso di sposarsi al comune. Sarà stata la sala rossa del Campidoglio, o la presenza del mitico sindaco Walter Veltroni, o anche probabilmente il fatto che per la prima volta mi è stato chiesto di fare da testimone in una occasione così importante, ma devo confessare che ho vissuto l'evento con molta emozione.

Ora voglio approfittare di questa esperienza vissuta per fare alcune considerazioni sul matrimonio civile e sulle differenze che ho riscontrato tra quest'ultimo e quello religioso. Innanzitutto, ho ritenuto la "cerimonia" molto dignitosa e sicuramente la presenza del sindaco ha aggiunto quel tocco di ufficialità che è necessaria in questi momenti. La "pecca" principale non l'ho riscontrata, come tutti pensano quando confrontano i due tipi di matrimonio, nel fatto che la cerimonia è molto più breve e meno sontuosa. Questi sono dettagli inessenziali per una coppia di persone che hanno deciso di sancire in modo ufficiale la loro volontà di continuare insieme il loro percorso per il resto della vita.

Semmai la vera differenza che ho riscontrato è stata nel fatto che nella cerimonia non viene mai dichiarata la presenza di un "terzo" quale garante e aiuto del proposito annunciato dagli sposi. I testimoni "confermano di aver ascoltato la risposta affermativa degli sposi". Il pubblico ufficiale "in nome della legge li dichiara marito e moglie". La società civile riconosce e ufficializza il legame matrimoniale ma, almeno nella forma (che purtroppo spesso è la sostanza delle cose), nessuno si prende in carico la nuova coppia per sostenerla, aiutarla, portarla innanzi nel cammino matrimoniale. Nessuno viene riconosciuto come origine di questo legame che è in sostanza "autogestito" dagli sposi stessi. Sappiamo che in realtà non è così: le famiglie di origine, gli amici, anche alcune istituzioni per fortuna sono davvero disponibili a svolgere questa preziosa funzione di sostegno per chi si propone di avventurarsi in un cammino così impegnativo.

Nel matrimonio religioso però c'è innanzitutto un "Terzo" che viene invocato come originatore, sostenitore e garante del legame d'amore degli sposi. E' Dio che fa scaturire questo sentimento, Dio che unisce in matrimonio, Dio che si fa garante di sostenere gli sposi nel cammino futuro. Gli altri, testimoni, amici, parenti, istituzioni civili e religiose, sono o dovrebbero essere gli strumenti con cui Dio si rende presente per i due che intendono unirsi nel vincolo matrimoniale.

Durante la cerimonia civile, come dicevo, sono stato molto emozionato. E' stato davvero un bel momento, che ha rinforzato l'amicizia con i due amici e ha sancito qualcosa di davvero importante per loro e per noi. Tuttavia, pensandoci a freddo, ho sentito un po' la mancanza di quel "Terzo"...

Voi che ne pensate?

martedì 9 gennaio 2007

Sito della Finestra per il Medioriente

Vi consiglio il sito della associazione Finestra per il Medioriente a cui collaboro da anni. Questa associazione è stata fondata da don Andrea Santoro, sacerdote italiano ucciso in Turchia nel febbraio 2006 e promuove il dialogo interreligioso e spirituale e la conoscenza reciproca tra ebrei, cristiani e mussulmani.

Ecco il sito: www.finestramedioriente.it

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